Ibogaina: ecco cosa c’è sa sapere su questa sostanza e come viene usata

L’ibogaina è una molecola psicoattiva che si estrae da diverse piante, in particolare dalla pianta dell’iboga, usata in alcuni paesi dell’Africa nella medicina tradizionale. Ma per cosa si usa? E’ legale in Italia?

A cosa serve

Questa sostanza veniva somministrata negli anni Sessanta per interrompere la dipendenza da eroina, ma visto che provocava reazioni allucinogene venne inserita nel registro delle sostanze illegali, in vari paesi, Italia inclusa.

Non in tutti i paesi, tuttavia, l’ibogaina è illegale: in Brasile, in Sudafrica e in Nuova Zelanda, infatti, essa viene impiegata come sostanza farmaceutica, ma può essere somministrata solo da medici autorizzati. A dosi basse, infatti, essa agisce semplicemente sul sistema nervoso centrale e può curare da dipendenze non solo da eroina, ma anche altri oppiacei ed alcool.

E’ vero anche che non sono noti ancora tutti i suoi effetti. Il suo metabolita principale, la noribogaina e il 18-MC hanno una bassa affinità con il recettore mu degli oppioidi e quindi non agiscono come suo antagonista, ma non attivano nemmeno le proteine G, scatenando reazioni successive.

Cosa si sa su questa sostanza

Sebbene sia stata dichiarata illegale in diversi paesi, l’iboigaina continua ad essere studiata in vari laboratori. Questa sostanza viene utilizzata da secoli in Africa, sia come medicina che come erba usata nei rituali, e finora sono stati ottenuti buoni risultati da una sua “cugina” che non risulta tossica.

Questa nuova sostanza, denominata tabernanthalog, o TBG, è stata realizzata in un team dall’Università della California, guidata dal neuroscienziato Davis Olson, nel 2020, e dagli esperimenti eseguiti sui topi sembra aver ridotto la dipendenza dall’eroina e dall’alcool, e non sembra aver prodotto effetti collaterali. La TBG non sembra creare a sua volta dipendenza, ma bisogna ancora effettuare esperimenti sugli esseri umani.